Vegetazione di copertura e forma dei Tumuli come fattori di rischio per la conservazione delle tombe etrusche di Tarquinia
Variazione del microclima, rischi di biodeterioramento
Estratto dall’articolo di G. Caneva, S. Langone, F. Bartoli, A. Cecchini e C. Meneghini – pubblicato su Sustainability 2021, 13, 3393 – Licenza CC BY 4.0
La conservazione delle tombe ipogee è messa a rischio da diversi fattori fisico-chimici e biologici, la cui influenza potrebbe essere ridotta dall’uso di sistemi isolanti in grado di mantenere stabile il microclima, diminuendo anche il rischio di biodeterioramento.
Nelle zone mediterranee le piante selvatiche effimere, che riducono la copertura durante la stagione calda, sono inadatte a ridurre il surriscaldamento estivo.
In questo studio, vogliamo valutare come una copertura vegetale e la sovrapposizione di suolo dopo la messa a dimora di un tappeto erboso sempreverde di una cultivar di Cynodon dactylon, possano influire sul microclima di due tombe in epoca etrusca della Necropoli dei Monterozzi, ricoperte da tumuli di forma lineare.
Pertanto, abbiamo valutato per 10 mesi i valori termoigrometrici di queste tombe, insieme ad altre due tombe come paragone. Abbiamo anche valutato le diverse morfologie dei tumuli e la relativa radiazione solare ricevuta.
I risultati hanno confermato che il periodo compreso tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno, quando si verificano picchi di temperatura in superficie, è il microclima più critico per quanto riguarda i fattori di rischio ai dipinti ipogei.
È stato rilevato che la copertura vegetale ha avuto un’influenza positiva sul mantenimento di umidità e temperature interne costanti, ma l’orientamento dei tumuli, così come la profondità del suolo, sembrano avere un ruolo rilevante.
Considerate le caratteristiche naturalistiche della zona e dei relativi servizi ecosistemici culturali, si suggerisce un’attenta selezione di piante selvatiche da piantare.
