Tomba dei Vasi Dipinti – Intervento 2015

Associazione ETS per la conservazione, valorizzazione e studio delle Tombe Dipinte di Tarquinia (sito UNESCO)

Tomba dei Vasi Dipinti – Necropoli dei Monterozzi, Tarquinia

Pronto intervento di restauro (Luglio-Settembre 2015) realizzato dall’Associazione Amici delle Tombe Dipinte di Tarquinia in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia del Lazio e dell’Etruria Meridionale e la Fondazione Cassa di Risparmio di Viterbo

Stato di conservazione

La superficie dipinta della tomba si presenta in avanzato stato di degrado, conseguenza delle numerose vicissitudini subite dalla tomba e di precedenti interventi di restauro.

La chiusura inadeguata dell’ambiente ipogeo ha causato fenomeni stagionali di evaporazione a scapito dell’integrità della superficie pittorica; il fenomeno è stato aggravato, in questi ultimi anni, da una crescita incontrollata degli apparati radicali di alcuni alberi che si trovavano al di sopra della camera e che hanno causato la caduta di numerosi porzioni di superficie dipinta.

Le numerose stuccature in cemento, quelle di tono più scuro, hanno causato un notevole apporto di sali solubili nocivo all’integrità della pellicola pittorica. Le stuccature più chiare sono in malta pozzolanica e di consistenza meno dura di quelle in cemento, le stuccature in malta pozzolanica si rimuovono dalla superficie recuperando porzioni di pittura coperte.

 In un precedente intervento di restauro, forse risalente agli anni ’30 del secolo scorso, quando lavorarono a Tarquinia i restauratori Ottorino Paternostro e Del Vecchio, quest’ultimo addirittura assunto al Museo; probabilmente fu steso sulla superficie dipinta un consolidante che ha reso la pellicola pittorica impermeabile così da causarne il sollevamento e la caduta; la superficie dipinta si è arricciata e deformata. Se invece tale consolidante fosse, come potrebbe essere, gomma lacca bianca, è possibile che sia stato addirittura utilizzato dai ladri “tombaroli” i quali imitarono le metodologie dei restauratori dell’istituto Centrale del Restauro che in quegli anni eseguivano “gli strappi” della superficie dipinta delle tombe consolidando, appunto, preliminarmente la superficie con la gomma lacca bianca purificata.

Operazioni eseguite

Dopo la sperimentazione dell’emulsione idroalcolica di Paraloid B82 al 10% utilizzata lo scorso anno ci si è accertati sulla tenuta e l’inalterabilità della resina e si è concluso il pronto intervento sul resto della tomba procedendo al consolidamento e alla rimozione delle radici sulla restante parte della parete frontale e su quella sinistra e d’ingresso, infine è stato completato anche il soffitto.

Fig. 8  Rimozione delle radici dopo il consolidamento

Si è proceduto quindi preliminarmente al consolidamento dei sollevamenti della superficie dipinta mediante infiltrazione di resina acrilica Paraloid B82 in emulsione idroalcolica al 10% dove era possibile. Non sempre si è potuto riportare in piano i sollevamenti che sono stati assicurati da microstuccature.

 La rimozione delle radici avveniva solo dopo essersi assicurati della stabilità della superficie dipinta.

Fig. 9 – Particolare della parete sinistra: le scaglie di pellicola pittorica sollevate e deformate prima dell’intervento.
Fig. 10 – Particolare della parete sinistra: le scaglie di pellicola pittorica dopo l’intervento.

Sulla parete sinistra una radice era cresciuta a tal punto da assumere la consistenza legnosa e aveva sollevato in particolar modo una grossa scaglia d’intonaco. Per consolidare questa porzione d’intonaco è stato effettuato un doppio consolidamento preliminare: il primo passando sulla superficie il ciclododecano che ha la caratteristica di sublimare dopo qualche giorno e non lasciare tracce, sopra al ciclododecano è stato effettuato un bendaggio di protezione con garza e Paraloid B82 al 10 %. L’emulsione acrilica, una volta ultimata l’operazione di consolidamento, è stata rimossa con acetone e non ha lasciato residui perché il ciclododecano ha funzionato da strato d’intervento facendo anche aderire meglio il bendaggio protettivo.

Il consolidamento della scaglia d’intonaco è stato eseguito con la miscela idraulica Ledan Ital B1.

Fig. 11: Il frammento della parete sinistra durante le operazioni di consolidamento e rimozione delle radici
Fig. 12: Il frammento della parete sinistra durante le operazioni di consolidamento e rimozione delle radici
Fig. 13: Il frammento della parete sinistra durante le operazioni di consolidamento e rimozione delle radici
Fig. 14: Il frammento della parete sinistra durante le operazioni di consolidamento e rimozione delle radici

Sulla parete destra, in prossimità dell’ingresso, si conserva una magnifica figura femminile ancora intatta, che s’intravede sotto lo strato bianco dei sali e come rivela il piccolo saggio di pulitura eseguito durante il pronto intervento. La figura è stata sempre poco visibile a causa delle efflorescenze bianche saline che la ricoprivano, come si può riscontrare nell’acquerello della fine dell’800 (fig. 2). Proprio tale caratteristica l’ha salvata dalla furia devastatrice dei “tombaroli” negli anni ’60 del secolo scorso allorquando la tomba fu deturpata e quasi completamente distrutta.

Un futuro, e auspicabile, restauro riporterebbe alla luce una testimonianza pittorica completamente inedita e di notevole importanza, considerato il livello qualitativo del contesto pittorico della tomba, restituendole la dignità violata. Si potrebbe così mostrare, una volta ultimato il restauro, la bellezza di questa tomba negata dalla stupida convinzione e illusione che si potessero rubare i suoi dipinti: un’azione scellerata che le generazioni future hanno il dovere di far ricordare affinché si comprenda, ancora oggi e domani, la gravità di quello che accadde in quegli anni.

Fig. 15  Particolare del piccolo saggio di pulitura in corrispondenza del copricapo della figura femminile sulla parete destra.

Lavori eseguiti dall’Associazione no-profit “Amici delle Tombe Dipinte di Tarquinia”:

Restauro degli stipiti originali dell’ingresso e installazione di una porta in alluminio a taglio termico

Restauro degli stipiti originali
Installazione porta coibentante

Sistemazione del soffitto dell’ingresso esterno

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Finanziamento dei lavori: Fondazione Cassa di Risparmio di Viterbo

Committenza dei lavori: Associazione no-profit “Amici delle Tombe Dipinte di Tarquinia” – Presidente: Maria Cataldi

Direzione dei Lavori: Soprintendenza Archeologia del Lazio e dell’Etruria Meridionale – Soprintendente: Alfonsina Russo; Funzionario responsabile: Maria Gabriella Scapaticci

Restauro: Franco Adamo, Adele Cecchini

Documentazione fotografica digitale: Franco Adamo

Periodo lavori: Luglio – Settembre 2015


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