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	<title>necropoli del calvario | Associazione Amici delle Tombe Dipinte di Tarquinia</title>
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	<description>Associazione ETS per la conservazione, valorizzazione e studio delle Tombe Dipinte di Tarquinia (sito UNESCO)</description>
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		<title>Maria Cataldi: il ricordo di Orfelio Tortolini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[amicitombedipinte]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Oct 2021 15:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attività 2021]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il ricordo di Orfelio Tortolini durante le Giornate in ricordo di Maria Cataldi (16 Ottobre 2021, Tarquinia)</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h4 class="wp-block-heading">Pubblichiamo l&#8217;intervento di Orfelio Tortolini, letto durante la terza e ultima delle Giornate in ricordo di Maria Cataldi, il 16 Ottobre 2021 alla Sala Consiliare del Comune di Tarquinia.</h4>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">In ricordo di Maria Cataldi</h3>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Arrivai a Tarquinia nel Settembre del 1987, mentre era in corso lo scavo archeologico che riportava alla luce la Tomba delle Pantere &#8211; insieme a varie testimonianze delle strutture funebri etrusche &#8211; voluto dalla dott.ssa Cataldi per testare lo stato di conservazione delle pitture, per il conseguente restauro e la fruizione dell’ipogeo orientalizzante che tanto la attraeva.</p>



<p>La conobbi in quella sede e subito ci trovammo d’accordo, anche sugli obbiettivi da realizzare. Iniziò così un rapporto di fiducia e amicizia protrattosi per trent’anni.</p>



<p>La dott.ssa Cataldi parlava con tutti, ascoltava le lamentele del personale, le opinioni degli studiosi, le proposte di progetti dei privati e degli enti pubblici. Dava indicazioni, consigli ed impartiva provvedimenti.</p>



<p>Le emergenze a Tarquinia sono sempre state all’ordine del giorno: arrivò l’alluvione dell’Ottobre ’87, scoprendo decine di tombe sui terreni dilavati dei Monterozzi, con il conseguente recupero sistematico delle degli ipogei affioranti, scaturito poi con il grande scavo archeologico del 1991 dove venne individuata una parte rilevante della Necropoli dei Monterozzi, con decine di reperti di corredo.</p>



<p>Ricordiamo anche i recuperi delle numerose tombe intaccate dai clandestini e individuate dalle forze dell’ordine; lo scavo per l’ampliamento del cimitero moderno; la sistemazione e recinzione del tempio dell’Ara della Regina e dell’area di Porta Romanelli; le recinzioni esterne a protezione delle tombe dipinte; la chiusura dei pozzi alla Civita; lo scavo a Porta Romanelli; la costruzione della biglietteria alla Necropoli del Calvario; lo scavo del dromos della Tomba dei Demoni Azzurri; la scoperta della Tomba dipinta n. 6222; i restauri della Tomba del Tifone, della Tomba Bettini, della Bartoccini e tante altre.</p>



<p>Allora le tombe fruibili al pubblico erano soltanto quattro: i visitatori, in gruppi di dieci alla volta, potevano entrare all’interno della camera accompagnati dai custodi, ma così facendo le pitture subivano quel cambiamento microclimatico con il conseguente impoverimento del tono vivace dei colori o, addirittura, la scomparsa dei dipinti, per non parlare dei danneggiamenti voluti o accidentali operati dai visitatori.</p>



<p>Commentando un giorno con lei la chiusura, in Francia, della Grotta di Lascaux, la più importante grotta dipinta del Neolitico, mi disse amareggiata che il prof. Pallottino consigliava la chiusura degli ipogei dipinti di Tarquinia, come unico modo per conservare la più vasta pinacoteca antica del mondo.</p>



<p>Cosa si poteva fare? La dott.ssa Cataldi, il dott. Bettini e il prof. Massa iniziarono a pensare, arrivando alla conclusione di installare un prototipo di porta a vetri riscaldata contro la condensa, in grado di far osservare la tomba da fuori la camera.</p>



<p>Iniziò il monitoraggio della tomba con porta a vetri e di un’altra dove i visitatori entravano. Gli esiti furono convincenti. Furono installate altre porte a vetri, con caratteristiche sempre migliori, arrivando ad aprire al pubblico, negli anni seguenti, ben ventidue tombe per la Necropoli del Calvario.</p>



<p>Le tombe, così protette, non subiscono più le alterazioni di un tempo.</p>



<p>La dottoressa Cataldi si è impegnata, con successo, per il riconoscimento della Necropoli di Tarquinia come sito UNESCO; è riuscita ad ottenere dal Demanio lo stabile della ex Guardia di Finanza (ora sede della Soprintendenza SABAP); al Museo Nazionale ha operato con iniziative, mostre, convegni, nuovi allestimenti, nuove sale espositive.</p>



<p>Sicuramente non ho raccontato tutto quello che vorrei, ma la ricorderò sempre mentre, con passo leggero, arriva sulla strada in salita che porta al Museo Nazionale di Tarquinia: borsa a tracolla, cartellina in braccio e il timido sorriso di saluto.</p>



<p>Ciao dottoressa…</p>



<p><em>Orfelio</em> </p>The post <a href="https://tombe.codevici.dev/maria-cataldi-il-ricordo-di-orfelio-tortolini/">Maria Cataldi: il ricordo di Orfelio Tortolini</a> first appeared on <a href="https://tombe.codevici.dev">Associazione Amici delle Tombe Dipinte di Tarquinia</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
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